Deserto verde Un film di Davide Mazzocco

La monocoltura dell’eucalipto è una delle principali cause dell’incendio di Pedrógão Grande (Portogallo) che, nel giugno 2017, ha causato 65 vittime e la distruzione di 53.000 ettari di area boschiva. Dalle testimonianze dei sopravvissuti al resoconto di un reporter, dall’analisi di un ingegnere zootecnico e ambientale al racconto di chi ha guidato il proprio villaggio a una riconversione nel nome della biodiversità, il documentario illustra i rischi ambientali e sociali della monocoltura, ma anche una soluzione per cambiare dal basso i paradigmi della politica e dell’economia.

 

Il 17 giugno 2017 un rogo innescatosi in località Escalos Fundeiros, nel comune di Pedrógão Grande, si espande coinvolgendo il territorio di sette comuni del Pinhal Interior Norte del Portogallo. Le conseguenze dell’incendio sono devastanti: 65 morti, 254 feriti e 53.000 ettari di area boschiva in fumo (pari alla superficie aggregata dei terrori comunali di Milano, Genova e Napoli). Le temperature altissime (circa 40°), l’umidità relativa bassa, la prolungata siccità e il vento costituiscono, insieme alle monocolture dell’eucalipto e del pino, le condizioni ideali per la propagazione di un incendio totalmente fuori controllo.

Il racconto di Deserto verde si apre con le testimonianze dei sopravvissuti scampati alle fiamme, per poi proseguire con un’approfondita analisi dell’ingegnere zootenico e ambientale João Camargo.

Diffusasi sotto l’Estado Novo del dittatore Salazar e proliferata dopo la rivoluzione dei garofani, la monocoltura dell’eucalipto non è soltanto una minaccia per la flora e la fauna, ma, nella sua dimensione di coltivazione intensiva, compromette le economie locali e il tessuto sociale.

In un’intervista che coniuga storia e attualità, botanica forestale e sociologia, climatologia ed economia, Camargo mette in guardia dai rischi ambientali e sociali di una politica forestale votata alla monocoltura.

Cambiare paradigma e ripristinare la biodiversità è possibile. Nell’ultima parte del documentario Pedro Pedrosa ci racconta come gli abitanti del villaggio di Ferraria de São João abbiano saputo trasformare i tragici eventi del giugno 2017 in un’occasione per ripensare il proprio territorio, il rapporto con la natura e le dinamiche della convivenza.

 

nota di regia

Da alcuni anni volevo girare un documentario sulla monocoltura dell’eucalipto in Portogallo e, dopo l’incendio del 17 e 18 giugno 2017, descrivere le conseguenze ambientali e sociali di decenni di monopolizzazione del territorio del Pinhal Interior Norte, in cui vivo per alcuni mesi l’anno, è diventata un’urgenza. Il documentario è diviso in tre parti. Nella prima parte ho raccolto le testimonianze di due persone che si sono trovate in mezzo alle fiamme e di un giornalista che ha seguito l’attività di spegnimento dei vigili del fuoco. La parte centrale del racconto è affidata a João Camargo, ingegnere zootenico e ambientale e ricercatore dell’ICS- Instituto de Ciências Sociais dell’Universidade de Lisboa che analizza l’impatto della monocoltura dal punto di vista ambientale, sociologico ed economico. L’intervento di Camargo è il cuore del mio lavoro perché fa comprendere i rapporti di causalità fra cambiamenti climatici e disastri naturali, le responsabilità politiche nell’impoverimento delle aree rurali e montane del Portogallo e le possibili soluzioni per evitare tragedie come quella dello scorso giugno. L’ultimo protagonista del documentario è Pedro Pedrosa, abitante del villaggio di Ferraria de São João che, nelle settimane successive all’incendio, ha guidato una piccola rivoluzione ecologica che si è conclusa, alla fine del 2017, con la creazione di una fascia di protezione priva di eucalipti intorno al centro abitato”.

L’incendio del giugno 2017 ha segnato in maniera indelebile le comunità di Pedrógão Grande, Figueiró dos Vinhos e Castanheira de Pera. Il verde a perdita d’occhio del passato è stato sostituito dagli scheletri carbonizzati degli eucalipti che hanno iniziato a rinascere, come l’Araba Fenice, poche settimane dopo le fiamme. Purtroppo si tratta di una rinascita effimera: l’eucalipto è una specie che assorbe grandi quantità di acqua e di nutrienti e che dopo alcuni cicli di crescita lascia le piantagioni completamente desertificate. Se l’eucalipto si trova in quantità ridotte in mezzo ad altre specie i problemi di ‘convivenza’ sono risolvibili, se la coltivazione è una monocultura il risultato è un ecosistema che rende impossibile la vita per la flora e per la fauna. In una logica di medio e lungo termine, la monocultura dell’eucalipto associata a siccità sempre più frequenti e a temperature sempre più elevate non può che portare a una desertificazione che finirà per incrementare una crisi occupazionale e uno spopolamento delle aree interne del paese”.

Festival

Cinemambiente-Environmental Film Festival 2018 CineEco Seia (Portogallo) 2018 Festival Internazionale Tutti nello stesso piatto 2018 Festival cinematografico delle Foreste - Bergamo 2019

Cast

Regia: Davide Mazzocco
Soggetto, sceneggiatura, fotografia e montaggio: Davide Mazzocco
Produzione: Davide Mazzocco
Manifesto: Paula Lopes Dias
Con: Viriato Tomás, João Camargo, Pedro Pedrosa, Marta da Conceiçao, Francisco Pedro e Paula Lopes Dias.

RegiaDavide Mazzocco ProduttoreDavide Mazzocco Generiambiente, Documentario Durata 59' Anno 2018 Nazione Portogallo / Italia Formato HD Tag Davide Mazzocco
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