Nella pancia del piroscafo
Introduzione
Il regista ripercorre in prima persona, dopo cinquanta anni, il lungo viaggio della sua famiglia verso l’Argentina, dove è nato, all’interno dell’ultima ondata migratoria dei piemontesi nel 1948.
Sinossi
Questo percorso attraverso la memoria privata e il continuo accavallarsi di situazioni, di luoghi e di sensazioni, insieme a un uso del repertorio rallentato e distorto, costituiscono la cornice di una ricostruzione non analitica, ma soggettiva ed emozionale della situazione degli immigrati dal Piemonte.
Il film così rivisita la loro presenza dal dopoguerra a oggi nella storia argentina, dal peronismo fino alla crisi economica, attraverso il periodo buio e sanguinoso della dittatura militare.
“Il viaggio che è al centro di questo film è soprattutto un viaggio mentale, e in questo modo si riesce a superare la distinzione tra lo spazio (le strade e i luoghi di una Argentina “riscoperta”) e il tempo (la storia/repertorio e i racconti dei testimoni).” (A. Signetto)
Film info
Soggetto: Alberto Signetto
Sceneggiatura: Alberto Signetto
Musiche:,Gustavo Beytelmann, Luciano Pereyra, Dino Saluzzi, Roberto Sgarlata
Montaggio: Marcello Varaldi
Fotografia: Alberto Signetto, Valeria Manzanelli, Florencia Santucho, Niccolò Bruna, Mauro Frola, Sonia Pigatti
Suono: Gerardo Panero
Produttore Esecutivo: Agnese Fontana
Coordinamento di Edizione: Antonella Signore
Produttore Delegato Argentina: Julio Santucho
Bisognava muoversi
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, poi dopo
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Nella pancia del piroscafo
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