Preoccupata per il suo equilibrio mentale, si rivolge a due enigmatici fratelli che la guidano attraverso un oscuro viaggio iniziatico dove la realtà e l’inconscio sfumano.
NOTE DI REGIA
Il progetto nasce da un’esperienza personale e dal desiderio di esplorare il trauma non solo come esperienza individuale, ma come un fenomeno che mette radici nella psiche, nel corpo e nella propria relazione con il mondo, distorcendo la percezione della realtà come un’onda che si diffonde attraverso il tempo e lo spazio interiore di coloro che lo subiscono. Con un’estetica intima e sensoriale, in cui il mondo materiale si intreccia con la materia dei sogni, miro a ritrarre un viaggio fatto di frammenti, ritorni, perdite e intuizioni, in cui il corpo diventa memoria viva e guida silenziosa.
Attraverso il viaggio di Jula, il film sonda una crisi esistenziale più profonda e collettiva: quella dell’essere umano moderno, disconnesso dalla natura e dalla propria dimensione interiore.
In un tempo segnato dalla guerra, dall’incertezza climatica e dalle paure collettive, l’atto di guarire se stessi diventa rivoluzionario. Il film porta un messaggio di speranza e rigenerazione.
È un invito a riconnettersi con ciò che ci lega profondamente: la comunità, il corpo, la terra, il mistero.
Il vulcano è la “zona”, un punto di contatto con altre dimensioni, un luogo dove il rimosso riaffiora e la coscienza si apre all’ignoto