-Quindici anni dopo aver abbandonato gli studi di botanica, Guillermo Quintero fa visita al suo vecchio professore, Julio Betancur.
Insieme a lui e al suo nuovo allievo, il giovane Cristian Castro, torna nelle foreste tropicali colombiane per riscoprire la sua vecchia passione per questa scienza.
Seguendo il loro lavoro in questa spedizione, comprendiamo l’importanza dell’eredità e la forza dell’antico legame tra maestro e allievo.
Mentre ci immergiamo nei dubbi sulla scienza e sui modi in cui vediamo il mondo, Guillermo costruisce una riflessione sulle ossessioni dell’uomo moderno di controllare e mappare la Natura.
Nel mondo variegato e quasi infinito dei tropici, che senso ha collezionare piante all’infinito?
Il botanico Julio Betancur e il suo discepolo, il giovane Cristian Castro, tornano nelle foreste tropicali della Colombia per esplorare ancora una volta la loro passione per la natura.
Attraverso l’obiettivo del regista Guillermo Quintero, ex allievo di Julio, viaggeremo nel mezzo di una spedizione delirante che ci porterà a comprendere la forza della loro amicizia e l’importanza della loro eredità.
Nel mondo variegato e quasi infinito dei tropici ci perderemo insieme a loro nel tempo della giungla.
Homo botanicus, qual è il senso di collezionare piante all’infinito?
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NOTA DEL REGISTA
Homo botanicus nasce dalle mie riflessioni sull’odierna professione del botanico, questi collezionisti della natura che, grazie alle loro ossessioni romantiche, evocano gli esploratori dei secoli passati.
Anch’io ero uno di loro quando ero a metà strada dal diventare biologo.
Pensavo che avrei seguito le orme del mio insegnante e mi sarei appassionato alle piante. Ma a un certo punto ho messo in discussione la scienza e il suo rigore e ho deciso di cercare altri orizzonti.
Quindici anni dopo, ho deciso di tornare con la mia macchina da presa, determinato a realizzare un film su quella vecchia passione.
E a poco a poco, ho finito per costruire un film attorno al rapporto tra il mio vecchio professore, Julio Betancur, e il suo nuovo discepolo, Cristian, da una prospettiva più riflessiva e distaccata: la mia.
Ora mi rendo conto che questo ritratto di questi due uomini avrebbe potuto benissimo provenire da qualche incisione dei naturalisti tedeschi del XIX secolo.
Chi avrebbe immaginato che un tale amore per la classificazione e la raccolta delle piante potesse esistere ancora oggi?
Questa storia ci porta anche a comprendere la bellezza delle nostre risorse naturali, la grandezza dei tropici, la vastità delle sue forme e la storia del mondo naturale.