Introduzione
Una casa in costruzione crolla e il guardiano del cantiere muore sotto le macerie. Il crollo rischia di provocare un’altra vittima: un bambino che si salva grazie al provvidenziale intervento di Guillaume Apollinaire. Di chi è la colpa? Chi risolverà il mistero?
Sinossi
Liberamente tratto da un racconto di André Breton. Presentato alla LIII Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. In concorso in diversi festival italiani ed europei, tra cui il Festival delle Culture Mediterranee di Bastia.
Metafore… una casa, più case; un quartiere, più quartieri; una città, più città; un mondo. Mondi diversi.
Nel nostro mondo, nel nostro quartiere una casa è in costruzione.
Il progetto della casa è illogico. Architettonicamente. Il concetto del nuovismo fine a se stesso. Rispetto al quartiere, la casa è l’intrusione di spazi e tempi di vita diversi.
Gli abitanti del quartiere sembrano preoccupati. Una preoccupazione velata però dall’indifferenza e dalla curiosità. Una preoccupazione subito mitigata dalle rassicurazioni del guardiano del cantiere.
La casa crolla e il guardiano muore sotto le macerie. Sepolto
dalla sua buona fede, da un mondo che non gli appartiene.
Il crollo della casa rischia di provocare un’altra vittima: un bambino. Il bambino è La Speranza. Il crollo è stata la brusca fine di un gioco. Il monopattino rotto è la sua unica preoccupazione.
Il bambino è salvato grazie al provvidenziale intervento di Guillaume-Albert De Kostrowitsky: Apollinaire, che è La Poesia.
La Poesia salva La Speranza.
Poichè l’opinione pubblica va a caccia di colpe e colpevoli soltanto dopo il verificarsi di disastri, l’emozione ora è vivissima, nel nostro quartiere, nelle nostre case… Metafore.
(L. Lionello e A. Tannoia)
Film info
Regia, sceneggiatura: Lucio Lionello, Alessandro Tannoia
Fotografia: Mario Pegoraro
Operatore: Timothy Heys-Cerchio
Montaggio: Marco Duretto
Musiche originali: Ezio Bosso
Voce narrante: Giovanni Moretti
Suono: Otto Volterrani
Scenografia: Francesca Bocca
Direttore di produzione: Enrico Verra
Segretaria di produzione: Ivana Bosso
Segretaria di edizione: Fernanda Selvaggi
Aiuto regista: Fabio Tagliavia
Interpreti: Giovanni Moretti, Vincenzo Alosa, Jacopo Mussa
Produzione: Cosimo Crucitti, Il cinema è un atleta, 1996, 35mm, 8',colore
Bisognava muoversi
Être en train
Earth men lake
, poi dopo
Due o tre cose
Vita da cane
I still have my hands
Riflessioni sullalluce
Una casa poco solida
L’ultimo nastro
Anna Karina
Angelopoulos backstage
Via Crucis
Punto fermo
Pop Bomb
Accord
Weltgenie
Bagetto/Mazz-art
OGR – Zona gialla
Città svelata, fiumi urbani
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