Ricerca e Sperimentazione

Il linguaggio cinematografico dei tre autori Ceste, Signetto e Tannoia si è spesso articolato secondo forme libere, provocatorie e surreali. Film realizzati per colpire l’occhio, forme di ribellione alla passività della narrazione sono frutto di sperimentazioni visive e contenutistiche che si intrecciano e si evolvono, per ciascuno di loro, affinandosi e radicalizzandosi con il passare degli anni in una ricerca stimolante e mai fine a se stessa.

Être en train

Regia di: Alberto Signetto ( 2002 , 3' )

Riflessioni sulla genesi della violenza all’interno della famiglia.

Earth men lake

Dialoghi sulla produzione del film documentario

Regia di: Alberto Signetto ( 2004 , 9'30" )

Un video-intervento sulla questione del cinema documentario in Italia, pensato come un film americano degli anni ’60.

, poi dopo

( 1992 , 19'29" )

La frammentazione della vita dovuta al continuo ferimento della memoria. In un vortice orizzontale di immagini, il personaggio sogna di sfuggire al controllo sociale e ruba il momento di una morte, impressionandola. Questo spezzettamento dell’esistenza porta a mischiare la realtà e l’onirico.

Due o tre cose

Regia di: Armando Ceste ( 1994 , 12' )

“Un’anziana donna tibetana e Jean-Luc Godard parlano di sé e delle loro vicende. Un film sulla memoria personale, immagini di un passato autobiografico. Un passato che non è morto, anzi non è neanche passato. Una memoria di emozioni viste attraverso altre memorie di emozioni. Ogni storia ogni vita ha un inizio, un centro e una fine, anche se non necessariamente in quest’ordine." Ceste Armando

Vita da cane

Regia di: Marco Bertolino ( 1989 , 3'48" )

La dura lotta per la sopravvivenza quotidiana di un disoccupato. Quando l’indigenza e la fame aguzzano l’ingegno. Il film ha partecipato al VII Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino.

La Mole rovesciata

( 1995 , 5' )

Due pellicole in video, una di 30′ e l’altra di 5′, compongono una video struttura ospitata al Flash Art Museum di Trevi per Aperto 95. Il progetto di Cliostraat con l’architetto Corrado Levi, diventa materia bidimensionale. Un’impronta urbana si trasforma in segno ottico-visivo destrutturato. La Mole senza la Mole.

I still have my hands

Regia di: Armando Ceste, Petra Probst ( 1983 , 2’12’’ )

Un video cartoon elettromagnetico con la musica di Meredith Monk. In 15 anni, tanti intercorrono tra La lezione e I still have my hands, ovviamente, riferimenti politici e culturali si sono evoluti o modificati, ma una ricerca formale ed un’attenzione per il patrimonio storico dell’immagine in movimento (cinema e video) costituiscono una possibile griglia interpretativa, un minimo comune denominatore.

Riflessioni sullalluce

Regia di: Alberto Signetto ( 1994 , 15’42’’ )

Il risultato della mortifera commistione tra gli orribili anni ’80 dell’agonizzante Prima Repubblica e i terrificanti prolegomeni al nulla culturale della Seconda che si avventa. L’impotenza creativa ai piedi della cultura, appoggiata sulle basi ideologiche del (bel) tempo che fu. Un divertissement sulla disoccupazione intellettuale. “Di un regista che non lavora si dice che ‘si gira’ gli alluci. Detto fatto."

Una casa poco solida

Regia di: Alessandro Tannoia, Lucio Lionello ( 1996 , 7’37’’ )

Una casa in costruzione crolla e il guardiano del cantiere muore sotto le macerie. Il crollo rischia di provocare un’altra vittima: un bambino che si salva grazie al provvidenziale intervento di Guillaume Apollinaire. Di chi è la colpa? Chi risolverà il mistero? Liberamente tratto da un racconto di André Breton. Presentato alla LIII Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. In concorso in diversi festival italiani ed europei, tra cui il Festival delle Culture Mediterranee di Bastia.

L’ultimo nastro

Regia di: Armando Ceste ( 1990 , 32' )

Liberamente tratto da L’ultimo nastro di Krapp di Beckett, è la riflessione di un personaggio solo, alle prese con il proprio passato. Saranno le immagini della televisione e di un’impossibile trasmissione “sulla difficoltà di essere comunisti" a condurlo in questo viaggio della memoria tra storie personali e politiche.