L’ultimo nastro
Introduzione
Liberamente tratto da L’ultimo nastro di Krapp di Beckett, è la riflessione di un personaggio solo, alle prese con il proprio passato. Saranno le immagini della televisione e di un’impossibile trasmissione “sulla difficoltà di essere comunisti" a condurlo in questo viaggio della memoria tra storie personali e politiche.
Sinossi
«Il cinema è la sola arte che “filma la morte al lavoro”. La persona filmata sta invecchiando e morirà. Si filma dunque un momento della morte al lavoro» (A. Ceste)
L’ultimo nastro è forse uno dei lavori più complessi di Armando Ceste, ricchissimo di citazioni, non solo dall’opera di Samuel Beckett, ma anche da scritti di Rossana Rossanda e di Jean-Luc Godard, da vari film e trasmissioni televisive. Emerge un forte contrasto tra le immagini messe in onda dalla televisione ed i film più amati dal regista. Vediamo brani di telegiornali, varietà, film pornografici, accostati a sequenze di opere di Lang, Murnau, Godard, Coppola, di Ceste stesso e del Collettivo Cinema Militante.
Film info
Beppe Rosso
Gallery
Bisognava muoversi
Être en train
Earth men lake
, poi dopo
Due o tre cose
Vita da cane
I still have my hands
Riflessioni sullalluce
Una casa poco solida
L’ultimo nastro
Anna Karina
Angelopoulos backstage
Via Crucis
Punto fermo
Pop Bomb
Accord
Weltgenie
Bagetto/Mazz-art
OGR – Zona gialla
Città svelata, fiumi urbani
Variazioni
Intermezzi sperimentali
Civico Garrone
Movimento
Dove tutto è
Cailloux
Via da qui
Erri De Luca dopo Genova
Senza tempo
Finale di partita
Nella pancia del piroscafo
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