FLAVIO SCIOLE': ESSERE E NON ESSERE ARTISTA

007 Sciole – W IL PRODOTTOsm
Introduzione Luciano D'Onofrio

La lunga ricerca anti-artistica di Flavio Sciolè in diverse discipline, cinema e teatro soprattutto, che ha inizi nel campo della regia con i cortometraggi sperimentali dei primi anni 2000, lo pone come una delle voci più in controtendenza nell’ambito artistico italiano, fino all’ossimoro tautologico di farlo diventare uno tra i principali anti-artisti fra gli artisti e i cineasti italiani contemporanei.

L’estetica che è parte fondamentale della ricerca dell’artista si compenetra all’etica ed in maniera parallela le due istanze viaggiano sulle emozioni-azioni dell’uomo contemporaneo esplorandone i lati oscuri, affogando nei meandri dell’io, nelle buie nicchie della psiche. Tra le zone psicofisiche esplorate nel percorso d’arte e di vita un posto importante hanno l’autolesione, la rottura dei tempi certi, l’anticorpo come atto che impedisce, la vocalità che si ripete ed erra. Il paradigma dell’intero percorso è la recitazione inceppata. L’inceppatura, l’errore pseudo teatrale non viene superato come indicherebbe la regola ma lì l’artista si ferma (e diviene antiartista) ed erra volontariamente, incespica, reitera e diviene uno sbaglio, lo sbaglio e quindi uomo, dato che non esiste un uomo perfetto. Rimanendo inceppato nel corpo e nella voce l’Uomo lì resta ed espone la propria imperfezione.

43 lavori realizzati dal 2007 al 2020, di durata assai variabile, tra le provocazioni visive di pochi secondi di pochi secondi di durata e i film di oltre un’ora, raccontano la storia più che visiva di questo artista che compone quelle che, tra i molti modi, possono anche essere viste come micropoesie visuali antiartistiche, oppure come situazioni di un mondo più illuminato, di cui egli stesso è sempre, quando c’è una presenza umana nei suoi film, l’unico componente umano. Unico protagonista giustamente egocentrico della propria rivolta umana finalmente manifestata e registrata per l’occhio e la mente di chi guarda.

ELENCO FILM: