Lucus a lucendo
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Introduzione
Nel maggio del 1935 viene condannata a tre anni di confino la persona che cambiò il destino di una terra remota, lontana dai centri economici e culturali di un giovane paese che si prepara alla Seconda Guerra Mondiale
Sinossi
I pittori riconoscono la sua superiorità in letteratura e i letterati inneggiano alla sua grandezza artistica: in entrambi i casi si discute sempre della bravura di Carlo Levi.
Lucus a Lucendo. A Proposito di Carlo Levi vuole raccontare l’attualità di uno degli intellettuali più influenti del XX secolo, per diffondere e trasmetterne l’universo culturale. Corpo e voce narrante del film è Stefano Levi Della Torre, pittore e nipote di Carlo, impegnato nella ricerca di un soggetto per la sua tela bianca che possa racchiudere i simboli dell’impegno politico e artistico di Levi. Una ricerca che lo porta tra il Piemonte, Parigi, la Lucania, Roma, in un viaggio fisico e interiore nel mondo leviano durante gli anni più difficili della storia italiana, anni che Carlo ha vissuto e raccontato con la propria arte.
Scrittore – mondialmente noto per il capolavoro Cristo si è fermato a Eboli, e altri importanti romanzi e saggi – pittore, medico, uomo politico per passione condannato al confino, antropologo e poeta per vocazione.
Il film segue le sue diverse tensioni e torna a far sentire una voce attuale e più che originale, unica.
Note di regia
La ricerca per il documentario è nata in Basilicata, un luogo introverso che per anni abbiamo vissuto come osservatorio sul mondo contemporaneo. Se dapprima era il gusto per un certo tipo di paesaggio ordinario a muoverci, dopo si sono stratificate motivazioni antropologiche, letterarie e di storia sociale. Poi è arrivata la mia stagione di ritorno in Lucania, in cui mi trasferii in un borgo abbandonato per studiarne l’architettura in rovina. Quel villaggio si trovava nella geografia del confino di Carlo Levi, dove personaggi e atmosfere erano ancora vividissime. Così è nata una ricerca non solo verso le mie radici, ma anche un pretesto per scoprire una linea che si estende dal sud Italia alla Francia e che passa per il luogo centrale della mia formazione: Torino. In questa scoperta dell’eredità leviana, Stefano Levi è un corpo narrante privilegiato: interprete di una storia sospesa fra passato e presente, e varco per una nuova ricerca di senso di coloro che abitano quei territori oscuri e dolenti, rimasti sepolti nel silenzio della storia. Pertanto dalle memorie di viaggio di Carlo Levi riportiamo a galla l’idea di un bosco tanto fitto da non filtrare la luce, uno spazio in cui fare esperienza della conoscenza dell’altro per meglio conoscere se stessi. Un elemento quindi rivelatore e che si converte in lucus a lucendo, o in a place for light to be, un luogo perché la luce sia. (Alessandra Lancellotti)
Abbiamo iniziato a filmare nel 2015 con la vecchia Arri BL 16mm, seguendo direttamente un vento che girava a sua volta venendo da Meridione. Una forza prima sconosciuta ci attraeva tra calanchi votivi. Sentivo le voci fuoriuscire dai muri delle case, di notte, nella mala ora del meriggio e me le sono portate fino al nord e ho dovuto scoprire che cosa fossero. Da quel momento è stato un susseguirsi di letture di infiniti testi, la creazione di una sezione della libreria, continui viaggi in Francia, soprattutto in treno da Torino, e in Italia, quasi in ogni luogo, dove l’eredità di Carlo fosse sensibile: Trieste, Firenze, Roma, Bologna, Torino, Milano, Napoli, la Sardegna, la Sicilia, e poi la Germania, Parigi, la Bretagna e New York, con la copertina americana da lui dipinta per un libro di Mario Soldati, chiedendo ai carabinieri di attendere un attimo per poterla completare, prima di arrestarlo. La presenza di Levi è così vasta che diventa per noi quasi immanente, una malattia positiva di conoscenza, di amore per il mondo, di critica e contemplazione delle sue forme diverse, delle sue “divergenze specchianti”. Lucus a Lucendo è un documentario sul Novecento, partendo da un suo grande protagonista. Alessandra Lancellotti e Stefano Levi Della Torre sono i transfer, le incarnazioni per questo viaggio. (Enrico Masi)
Film info
Fotografia: Stefano Croci
Montaggio: Mirko Capozzoli, Enrico Masi
Musica: Zende Music
Produttore: Rosanna D’Aloisio, Stefano Migliore
Cast artistico: Stefano Levi della Torre, Carlo Ginzburg, Vincenzo D’Elia, Filomena Poidomani
Festival
Gallery
Trailer
Torino Film Festival - la selezione di Streeen

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